Le scatole di Mondrian

Un dialogo tra l’arte e la geometria

di Silvia Niero

Parlare ai bambini di geometria con le parole della geometria può sembrare facile, ma per i bambini è altrettanto facile capire concetti e definizioni che sono prettamente astratti? I bambini per capire hanno bisogno di percepire la concretezza del sapere, anche quando si tratta di un sapere astratto. 

La proposta di una geometria concreta che ha incontrato e dialogato con l’arte ha dato vita ad un percorso significativo fatto di esperienze artistiche e matematiche in cui i primi protagonisti sono stati i bambini.  

La manipolazione di materiali diversi, il coinvolgimento corporeo, la discussione e la negoziazione di idee e argomentazioni, l’impegno in attività collaborative e di gruppo ha aiutato i bambini a confrontarsi con i contenuti della geometria e dell’arte e li ha condotti ad elaborare propri modelli di interpretazione degli elementi costitutivi delle forme solide prima e delle figure piane poi. Il tutto in una costante alternanza tra esperienze “geometriche” ed esperienze “artistiche” che hanno dato significato e contesto all’intero percorso progettuale.

Le nuove superfici piane riempite di colore si sono poi trasformate in altre evocative opere, dando concretezza artistica alle idee geometriche emerse dalle discussioni. L’immediato riferimento a Mondrian è stato tale solo a noi insegnanti, che abbiamo scelto di non presentarlo ancora ai bambini, aspettando il momento propizio per rendere la scoperta autentica e personale.

Provvidenziale è stata una gita a Venezia, per la visita alla Collezione Guggenheim che ci ha fatto fare la sorprendente scoperta! All’ingresso della saletta, che ospita Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 Composizione con rosso 1939 , l’esclamazione spontanea di Andrea: “Ma questo è un ricopione!” ha fatto sorridere tutti i visitatori e la guida che ci accompagnava, ma a noi insegnanti ha fatto pensare che lui, e con lui i suoi compagni, si è sentito artefice di creazioni artistiche autentiche e originali, meritevoli di far parte di importanti collezioni.

L’entusiasmo di aver lavorato come veri artisti si è poi riversato su nuove esperienze.  Nuove scoperte si sono fatte strada lavorando con i colori primari: la loro mescolanza creava nuove sfumature, nuove tonalità, nuovi colori e attraverso le scoperte e i dialoghi  i bambini formulavano la loro teoria del colore: “Il giallo col blu fanno tanti tipi di verde….e con il rosso tante sfumature di arancione….ma allora basta avere solo tre colori per fare tutti i colori del mondo!

L’alternanza tra esperienze artistiche e scoperte geometriche era diventata un continuum che non ci faceva più distinguere le discipline. Le attività artistiche e geometriche si erano unite in uno sposalizio di forme e colori. Ogni esperienza di geometria dava vita a sempre nuove e diverse opere d’arte astratte.

La conclusione del lungo percorso è stata una mostra finale delle installazioni, bassorilievi e quadri piani aperta alle altre classi della scuola e ai genitori.

(dagli Atti del Convegno di Castel S. Pietro Terme,  “La Didattica della Matematica, disciplina per l’apprendimento”, Convegno Nazionale n. 29, 6-7-8 novembre 2015, Pitagora Editrice, BO)

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BIBLIOGRAFIA ADOZIONE ALTERNATIVA

E. Bardella Rapino, E. Battut, “Rosso blu giallo”, Bohem, 2008

A. Llenas, “I colori delle emozioni”, Gribaudo, 2017

W. Kandinsky, “Punto, linea, superficie”, Adelphi, 1968

A.Sanna, “Hai mai visto Mondrian?”

P. Ciarcià, M. Speraggi, M. Dallari (a cura di), “Mondrian e le geometrie”, FMR Art’è, 2012

F. Tonucci, “Il paese dei quadrati – Il paese dei cerchi”, Orecchio Acerbo, 2006

F. Degl’Innocenti, “La scatola delle avventure”, Mimebù, 2020

C. Norac, C. K. Dubois, “Le scatole di felicità”, Babalibri, 2015

Classe Terza, Scuola Primaria Azzolini, Mirano 2 (VE), a.s. 2014/15

Insegnanti: Silvia Niero e Monica Canessa

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