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I 4 PASSI PER UNA PEDAGOGIA DELL’EMANCIPAZIONE

rappresentano un repertorio di prassi fattibili, sono pratiche di “materialismo pedagogico” che ogni docente MCE può far proprie e proporre come leva di cambiamento nella propria realtà scolastica e da cui partire per far crescere la condivisione sulle finalità dell’educazione.

articoli recenti

  • OLTRE I VOTI
    Il Movimento di cooperazione educativa continua il dialogo aperto con le Università e i Pedagogisti.
  • DARE VALORE ALL’APPRENDIMENTO E ALLA PROFESSIONE INSEGNANTE
    Una bussola per orientarsi Al fine di aiutare l’orientamento dei collegi docenti, le associazioni professionali hanno elaborato questo documento che vuole essere una bussola per muoversi consapevolmente e con competenza all’interno di questa nuova cornice normativa.
  • Dall’osservazione alla valutazione
    Conversazione con Sonia Sorgato (MCE – Gruppo nazionale valutazione)
  • Progetto FLICTS
    Una scuola che lavori per classi aperte su un progetto unitario che consente a un istituto di configurarsi con una propria identità è stata possibile, come dimostra il progetto presentato dalla collega Edi Zanchetta dell’associazione AMDZ (Associazione maestro Dino Zanella) alla giornata di studio del gruppo nazionale lingua il 24 aprile, è possibile ancora oggi, pur nelle mutate condizioni operative e didattiche in epoca di pandemia, ed è tanto più necessaria domani alla piena ripresa.
  • I LUOGHI COMUNI: CACCE AL TESORO E MAPPE AFFETTIVE
    Ci è sembrato importante raccontare, descrivere e documentare i primi giorni di questo straordinario anno scolastico. Le bambine e i bambini della classe prima A della Scuola Virgilio di Mestre, come tanti loro coetanei, sono ritornati a scuola dopo mesi trascorsi a casa: lunghe giornate passate insieme ai genitori, ai nonni alle baby sitter, con poche occasioni di incontro tra loro e rare possibilità di socializzazione. Inoltre, il rientro tra le pareti scolastiche è coinciso con la nuova avventura della scuola primaria. Una scuola primaria alquanto “speciale”, tra mascherine, distanziamento, vincoli e norme per garantire in sicurezza e salute la possibilità di stare insieme. Raccontiamo, allora, le prime esperienze di questa classe che, con cautela, ma anche con curiosità e desiderio di imparare si apre al mondo.
  • PASSO N. 2 CLASSI APERTE LABORATORI
    Solo un’organizzazione flessibile e mobile come consente il tempo pieno o altre forme di integrazione scolastica può progettare attività laboratoriali per gruppi di classi parallele o in verticale per cicli o bienni così da sviluppare capacità di ricerca, collegamenti fra diversi aspetti della realtà ambientale e sociale, progetti interdisciplinari in tempi distesi. Si propone a titolo esemplificativo uno schema organizzativo delle attività didattiche.
  • 4 passi con Galline Volanti
    Il sistema bibliotecario pubblico e le librerie indipendenti o le librerie con settore ragazzi non sono diffuse in maniera omogenea nel territorio italiano. Dunque, chi nel proprio territorio è privo di questi punti di riferimento può avvalersi di ambienti e di risorse in rete specializzate in questo senso. gallinevolanti.com
  • UN PONTE FRA PASSATO E FUTURO – Storia in V con l’adozione alternativa.
    Abbiamo provato ad impostare un percorso di conoscenza partendo dal presente per trovare le radici nel passato con uno sguardo al lavoro interdisciplinare.
  • FAR DELLA RICERCA… SISTEMA!
    Insegnare avendo abbandonato ogni rigida compartimentazione dell’esperienza scolastica (in classi, in ore e discipline, in attribuzione di materie ai docenti…) diviene occasione di stare nel divenire e possibilità concreta e quotidiana di accompagnare i bambini alla costruzione di un sapere complesso, attraverso l’accavallarsi di domande, la condivisione di riflessioni illuminanti, la formulazione di ipotesi, la connessione continua tra diversi ambiti. Un percorso a volte tortuoso che spesso solo la pazienza svela per il suo portato euristico, e che non appare per nulla confrontabile con la pagina da leggere sul libro di testo. Abbiamo dovuto però, come insegnanti, imparare ad attendere, a tacere, a lasciar accadere, ad avventurarci su sentieri non noti senza aver chiara la destinazione, abbracciando l’incertezza come categoria pedagogica.
  • Assemblea di classe
    Ogni settimana proviamo ad utilizzare questi strumenti democratici, proviamo ad imparare ad ascoltare e discutere
  • L’Assemblea di Classe : spunti per cominciare
    L’introduzione di uno strumento, di un oggetto mediatore, nella classe non è mai innocente. Suppone sempre, da parte dell’insegnante, una riflessione sulle sue intenzioni pedagogiche e educative, accompagnato dall’osservazione costante delle modalità e delle condizioni con le quali i bambini e le bambine se ne appropriano. Dopo un primo tempo di appropriazione, è con la pratica regolare di situazioni di ricerca ed esercizio reale della vita cooperativa che degli apprendimenti reali possono avere luogo. Se come insegnanti consideriamo i bambini e le bambine già capaci di cittadinanza, titolari di libertà pubbliche, come fare per fare in modo che gli allievi e le allieve possano esercitare le loro libertà e i loro diritti di partecipazione? Si diventa cittadini nella pratica stessa della cittadinanza. Ed è scommettendo sulla loro autonomia, sulla loro responsabilità, sulla loro capacità di giudizio, che i bambini e le bambine possono essere accolte, vivere il valore della cooperazione, e diventare capaci di libertà, autonomia,responsabilità, solidarietà. La scuola non dovrebbe essere chiusa a delle pratiche che permettano a ciascuno di partecipare realmente al suo funzionamento e alla vita della classe, della scuola, della città. E’ anzi compito degli insegnanti proporre loro un contesto, delle attività, dei dispositivi pedagogici affinché ciascuno possa imparare ad impegnarsi in progetti collettivi, a lavorare in gruppo, a partecipare alla presa di decisioni, a sentirsi responsabile, a discutere le regole della vita nella scuola.
  • Dall’inciampo all’assemblea
    L’assemblea di classe o consiglio di cooperazione può essere definito un luogo di democrazia proprio perché viene riconosciuto uno spazio fisico in cui si esercita una pratica democratica Con questo articolo vorremmo “narrare” quella che è stata la nostra semplice esperienza di maestre, iniziata in un momento difficile ma come tutti gli inciampi si è trasformato in un proficuo lavoro.