Cultura della memoria e educazione alla legalità: un’esperienza di educazione civica attraverso la corrispondenza con il testimone

Se è vero che la scuola educa alla vita e la vita entra ogni giorno a scuola attraverso le storie di ognuno/a di noi, allora l’osmosi tra scuola e territorio è fondamentale per tutti e tutte coloro che la scuola fanno e vivono: bambini e bambine, insegnanti, famiglie.
Dando seguito ad un’idea di scuola civica, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, è nato questo percorso di lavoro, costruito anno per anno e a piccoli passi in collaborazione con Libera, per approdare in classe 5^ all’incontro con il testimone e alla scrittura, a gruppi, di lettere a lui dedicate.

Lettere da Babbo Natale

Un’esperienza di Scuola Attiva programmata… a posteriori di Barbara Comparini 1. La qualità della proposta INPUT: suscitare l’interesse verso un testo “classico” Un paio di settimane prima delle vacanze di Natale Jinn, l’amico Genio che abita nella classe 1A e condivide il quotidiano dei bambini e delle bambine, ha lasciato in dono le “Lettere daContinua a leggere “Lettere da Babbo Natale”

Il mandato scolastico, fare i cronisti e le croniste a scuola

di Marta Marchi e Caterina Pinna Cronisti in classe – campionato di giornalismo è un’iniziativa di una testata locale (con sezione anche a Ravenna) dedicata a bambin* e a ragazz* dalla 5 primaria alla secondaria. Il giornale chiede loro di mettersi alla prova per raccontare fatti e avvenimenti circa la realtà sociale e cittadina nellaContinua a leggere “Il mandato scolastico, fare i cronisti e le croniste a scuola”

FAR DELLA RICERCA… SISTEMA!

Insegnare avendo abbandonato ogni rigida compartimentazione dell’esperienza scolastica (in classi, in ore e discipline, in attribuzione di materie ai docenti…) diviene occasione di stare nel divenire e possibilità concreta e quotidiana di accompagnare i bambini alla costruzione di un sapere complesso, attraverso l’accavallarsi di domande, la condivisione di riflessioni illuminanti, la formulazione di ipotesi, la connessione continua tra diversi ambiti. Un percorso a volte tortuoso che spesso solo la pazienza svela per il suo portato euristico, e che non appare per nulla confrontabile con la pagina da leggere sul libro di testo. Abbiamo dovuto però, come insegnanti, imparare ad attendere, a tacere, a lasciar accadere, ad avventurarci su sentieri non noti senza aver chiara la destinazione, abbracciando l’incertezza come categoria pedagogica.

Progetto FLICTS

Una scuola che lavori per classi aperte su un progetto unitario che consente a un istituto di configurarsi con una propria identità è stata possibile, come dimostra il progetto presentato dalla collega Edi Zanchetta dell’associazione AMDZ (Associazione maestro Dino Zanella) alla giornata di studio del gruppo nazionale lingua il 24 aprile, è possibile ancora oggi, pur nelle mutate condizioni operative e didattiche in epoca di pandemia, ed è tanto più necessaria domani alla piena ripresa.

L’Assemblea di Classe : spunti per cominciare

L’introduzione di uno strumento, di un oggetto mediatore, nella classe non è mai innocente. Suppone sempre, da parte dell’insegnante, una riflessione sulle sue intenzioni pedagogiche e educative, accompagnato dall’osservazione costante delle modalità e delle condizioni con le quali i bambini e le bambine se ne appropriano. Dopo un primo tempo di appropriazione, è con la pratica regolare di situazioni di ricerca ed esercizio reale della vita cooperativa che degli apprendimenti reali possono avere luogo. Se come insegnanti consideriamo i bambini e le bambine già capaci di cittadinanza, titolari di libertà pubbliche, come fare per fare in modo che gli allievi e le allieve possano esercitare le loro libertà e i loro diritti di partecipazione? Si diventa cittadini nella pratica stessa della cittadinanza. Ed è scommettendo sulla loro autonomia, sulla loro responsabilità, sulla loro capacità di giudizio, che i bambini e le bambine possono essere accolte, vivere il valore della cooperazione, e diventare capaci di libertà, autonomia,responsabilità, solidarietà. La scuola non dovrebbe essere chiusa a delle pratiche che permettano a ciascuno di partecipare realmente al suo funzionamento e alla vita della classe, della scuola, della città. E’ anzi compito degli insegnanti proporre loro un contesto, delle attività, dei dispositivi pedagogici affinché ciascuno possa imparare ad impegnarsi in progetti collettivi, a lavorare in gruppo, a partecipare alla presa di decisioni, a sentirsi responsabile, a discutere le regole della vita nella scuola.